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Mario Migliardi

Colpi di cannone, cornamuse, canti marinari inglesi e francesi… è con la gioia nel cuore che circa 2.500 velisti di barche moderne e classiche hanno raggiunto il campo di regata delle Voiles de Saint-Tropez una mattina di ottobre, con il tempo ancora una volta benedetto dagli dei.

Un’intera settimana di regate, più eccitante e brillante che mai, punteggiata dai momenti salienti che hanno costruito la reputazione internazionale dell’evento di Tropez negli ultimi 25 anni. I Challenges, la Club 55 Cup e la Centenaries Race rimarranno a lungo nella memoria dei partecipanti e dei numerosi spettatori presenti a terra e in acqua.

Ciascuno dei 4 gruppi IRC e degli 8 gruppi Classici ha incoronato dei veri campioni, che hanno superato una dura opposizione sportiva nel corso delle numerose manche disputate, 4 per i Classici e 5 per i Moderni, in condizioni meteorologiche estive ma sufficientemente ventose per offrire uno spettacolo raro e così emozionante di vela al massimo livello.

Tutti gli eroi della festa se ne sono andati con la testa e il cuore pieni di immagini di mare, di vele, di spruzzi e di risate; abbastanza da durare 365 giorni fino a quando le bellissime Voiles de Saint-Tropez non risorgeranno di nuovo.

Regata fino all’ultimo bordo!

L’ultimo giorno di regate a Les Voiles ha visto protagonisti gli 8 gruppi di barche classiche in gara. E come per il resto della settimana, il vento, sottile al mattino, era esattamente adatto all’azione, al dinamismo e all’impegno degli 86 yacht tradizionali.

Oltre 12 nodi hanno dato agli equipaggi tutto il tempo necessario per mettere alla prova le loro venerabili barche e hanno regalato ai numerosi spettatori le immagini immutabili delle bellissime vele degli Aurica o dei Bermuda lanciati verso il fondo del golfo.

Una fascia di vento favorevole c’è stata anche per le grandi golette, Elena o Naema, che si sono comportate bene in tempo reale. Ma in tempo compensato, è stato il leggero e veloce 15m JI a rubare la scena per il secondo posto.

Varuna 1939 (dal nome di una divinità indù ma che inizialmente si chiamava Clemencia), invece, ha vinto il Trofeo Rolex, commissionato da Floyd Noble di New York a Sparkman & Stephens.

Varuna dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, fu venduto, ribattezzato Adios e portato sulla costa occidentale degli Stati Uniti, a San Francisco, dove gareggiò con un certo successo e dominò il Rolex Trophy dalla coperta alla testa d’albero, vincendo tutte e 4 le regate valide. Comet (Stephens 1946) e Stormy Weather (Stephens 1934) si sono divisi il secondo posto nell’ordine.

Spartan vola sulle Auriques e alla 12M Kiwi Magic e Nyala in testa alla classifica

Ogni gruppo ha prodotto ottimi vincitori, alcuni dei quali incontrastati, come Encounter (Frers 1976) nella Classic Marconi, che ha riunito 13 cutter e sloop bermudiani. Nell’Era Aurica, Spartan non ha neppure avuto bisogno di disputare l’ultima regata, poto che le sue tre vittorie di manche hanno lasciato indietro concorrenti temibili come Viola (Fife 1908) e P Class Chips (Burgess 1913).

Sparkman & Stephens Blitzen non ha vinto neppure una gara, ma grazie alla sua costanza in cima alla classifica è stato comunque incoronato campione Epoque Marconi. Carron II (8M Fife 1935) e Falcon (Paine 1930), sebbene entrambi vincitori di manche, erano troppo incostanti per impensierirlo.

Nella classe 12mJI, French Kiss ha concluso in bellezza con una vittoria in tempo reale, ma è stato Kiwi Magic di Johan Beach a conquistare il Trofeo SNST. Nella classe 12 metri S.I. più anziana, invece, ha trionfato Nyala di Patrizio Bertelli. Nell’interesse dell’equità, ai dieci 12mJI che hanno navigato insieme a Les Voiles sono state assegnate due classifiche separate, in base alla generazione in cui le barche sono state costruite.

Il gruppo 12B comprendeva quattro barche costruite tra il 1970 (Francia) e il 1987 (South Australia). Il secondo gruppo, denominato 12D, comprendeva 6 barche costruite tra il 1918 (Thea) e il 1938 (Eileen). Le ammirate Big Boat hanno dato spettacolo.

I 15 metri S.I., particolarmente a loro agio con il vento medio, hanno conquistato il bottino, con Tuiga che si è aggiudicata il trofeo Chateau Saint Maur davanti alle sue omologhe The Lady Anne e Mariska. Ma c’è stata anche tensione all’inizio di quella che è stata l’ultima regata della stagione 2023 per molti regatanti.

I richiami individuali e generali, infatti, sono stati all’ordine del giorno, mentre il vento si spostava a nord-ovest rinfrescando notevolmente.

Boe dinamiche o geostazionarie

Interessante anche la presenza di ben 9 boe geostazionarie. Su iniziativa della Société Nautique de Saint-Tropez, la società MCMC di Charles Terrin ha collaborato per il secondo anno consecutivo con la direzione di gara delle Voiles de Saint-Tropez mettendo a disposizione delle tappe di regata le boe geostazionarie, ideali per ancorare i percorsi e funzionali per non dover ricorrere ad ancore o a lunghe corde per raggiungere i fondali che, a due passi da Saint-Tropez, possono raggiungere diverse centinaia di metri.

Queste boe, pilotabili a distanza e posizionate via satellite, hanno contribuito a preservare i fondali marini, in particolare nella baia di Pampelonne, protetta dal parco marino. Bella iniziativa per il Voiles de Saint-Tropez al cui partner ha aderito la Champagne Barons de Rothschild già impegnata in altri sport come il salto, il golf e il polo.

D’altronde Philippe Sereys de Rothschild navigava a Les Voiles a bordo del Maxi Kealoha, un 90 piedi di Hoek.

 

Mario Migliardi

Saint-Tropez

Mario Migliardi

Cannon shots, bagpipes, English, and French sea songs… One morning in October around 2,500 classic and modern sailors with their hearts full of joy would reach with their boats the Saint Tropez racecourse, with the weather blessed from Gods.

A whole week of racing, more exciting and brilliant than ever, pointed by the highlighted moments that have built the Tropez event’s international reputation over the past 25 years. The challenges, the Club 55 Cup and the Centenaries Race will remain in the participants’ and audience’s memories for a long time, both those who were aside and the ones who were in the water.

Each of the 4 IRC and of the 8 Classic Groups have named true champions, by overcoming a tough sporting test over the course of the many rounds held, 4 for the Classics and 5 for The Moderns, in summer but enough windy weather conditions, to provide a rare and so exciting highly-level sailing round show.

All the main figures of the party left still full of sea, sails, spray and laughter images in their hearts and heads quite enough to last 365 days until the beautiful Voiles de Saint-Tropes rise again.

Race to last edge!

Eight groups of classic boats competing the last day in Les Voiles. As for the rest of the week, the thin wind in the morning, was perfect for the 86 traditional yachts performance, dynamism, and commitment.

Crews were challenged by more than 12 knots having all the time to test their weak boats, giving the numerous spectators the unchanging images of the beautiful sails of the Aurica or Bermuda thrown towards the bottom of the gulf. However, the great schooners with the advantageous wind, they well-performed in real time.

In compensatory time, however, the fast and light 15m JI to stage-stealing and reach the second place. Varuna 1939 (the name derives from a Hindu deity, but originally called Clemencia), instead, has won the Rolex Trophy, commissioned by Floyd Noble of New York, NY, from Sparkman & Stephens.

In 1946, after World War II, Varuna was sold, renamed Adios and transferred to the West Coast of the US, In San Francisco, CA, where it raced with good success and dominated the Rol ex Trophy from deck to masthead, winning all the 4 valid races. Comet (Stephens 1946) and Stormy Weather (Stephens 1934) shared the second place.

Spartan did great over the Auriques and at 12M Kiwi Magic and Nyala were on top of the ranking.

Each group generated excellent winners, some of them unchallenged, such as Encounter (Frers 1976) in the Marconi Classic, that brought together 13 Bermudian cutters and sloops. In the Auric Era, Spartan was not even necessary to dispute the last race, since its three race victories left behind formidable competitors such as Viola (Fife 1908), and P Class Chips (Burgess 1913).

Sparkman & Stephen Blitzen didn’t win a single race, but being constantly on top of the ranking it has been awarded as Epoque Marconi Champion. Although Carron II (8M Fife 1935) d Falcon (Paine 1930), were both round winners, they resulted too inconstant to give it a hard time.

In the older 12 meters S.I. class, however, Patrizio Bertelli’s Nyala triumphed. In the interest of fairness, the ten 12JI which sailed together in the Voiles were assigned two separate rankings, based on the boats generation and when they have been built. The 12B group included four boats built between 1970 (France) and 1987 (South Australia). The second group, called 12D, included six boats built between 1918 (Thea) and 1938 (Eileen).

The admired Big Boats gave great performance. The 15 meter S.I., especially comfortable in medium winds, grabbed the spoils, with Tiuga winning the Chateau Saint Mau Trophy ahead of the counterparts The Lady Anne and Mariska. However, at the start of last regatta 2023, there has been tension among many racers.

Individual and general recalls were daily use, while the wind was moving to northwest and cooling significantly.

Dynamic or geostationary buoys

It is also interesting the presence of 9 geostationary buoys. On the Société Natique de Saint Tropez enterprise, Charles Terrim’s MCMC society has cooperated for the second consecutive year with the management of the race of the Voiles de Saint Tropez, providing the geostationary buoys on the regatta stages; they are suitable for setting anchors on functional routes, without relying on anchors or long ropes to reach the bottom, which, a stone’s throw from Saint Tropez, can reach several hundred meters.

These buoys, remotely controlled and positioned via satellite, have helped to preserve the seabed, especially the Pampelonne Bay, which is protected by the marine park.

Nice project for the Voiles de Saint Tropez, with partners such as Champagne Barons de Rothshild , which is already involved in other sports like jumping, golf and polo. On the other hand, Philippe Sereys de Rothshild used to sail to Les Voiles aboard the Maxi Kealoha, a 90-foot Hoek.

 

 

Mario Migliardi

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